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Guardare lontano per governare il cambiamento: a Tignale la formazione sullo Strategic Foresight per LENS e RURABLE

11 minuti fa
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Per tre giorni, dal 21 al 23 settembre, Tignale è stata il punto d'incontro di GAL provenienti da diversi paesi europei. Presso la sala conferenze della Latteria Turnaria, 24 rappresentanti di GAL partner da 8 Paesi europei hanno preso parte a una formazione sullo Strategic Foresight con Valentina Boschetto Doorly, senior Strategic Foresight expert e Associate Partner per l'Italia del Copenhagen Institute for Futures Studies. L'iniziativa è stata organizzata dal GAL GardaValsabbia nell'ambito di LENS e RURABLE, i due progetti di cooperazione transnazionale di cui è capofila, realizzati nell'ambito dell'Intervento SRG06 – Sotto azione A) "Cooperazione interterritoriale e transnazionale" di Regione Lombardia.


LENS e RURABLE condividono la stessa struttura e partono da una domanda comune: come possono i territori rurali prepararsi ai cambiamenti che li attendono?

LENS guarda al turismo rurale. Il partenariato riunisce, oltre al GAL GardaValsabbia, il GAL Valles Pasiegos (Spagna), i GAL Someș Nadas e Someș Transilvan (Romania), i GAL Vallis Colapis e Međimurski doli i bregi (Croazia), il GAL Presolana e Laghi Bergamaschi e i GAL calabresi Terre Vibonesi, Serre Calabresi, Dei Due Mari e Riviera dei Cedri. L'obiettivo è indagare quali cambiamenti incideranno sul turismo nelle aree rurali e quali competenze servano a GAL e comunità locali per non subirli, ma governarli. Il progetto durerà due anni, da dicembre 2025 a dicembre 2027, con un budget complessivo di 170.000 euro.

RURABLE affronta invece il tema dei giovani e del lavoro nelle aree rurali, con il GAL Wipptal (Austria), LAG Jyväsriihi (Finlandia), LAG Saldus (Lettonia), Heart of Slovenia (Slovenia), Presolana e Laghi Bergamaschi, Terre Vibonesi e Serre Calabresi. Stessa durata, dicembre 2025 - dicembre 2027, con un budget di 110.000 euro.

La formazione è partita da una provocazione: per decenni abbiamo associato futuro e progresso, con l'idea che domani sarebbe stato migliore di oggi. Oggi questa certezza vacilla. Viviamo un tempo di "permacrisi", in cui la complessità è destinata a restare, e a fenomeni complessi non si risponde con soluzioni semplici e immediate: servono riflessione e tempo.

Ma prendersi tempo non significa restare in attesa. Il futuro non è mai neutro: ogni grande cambiamento crea vincitori e vinti, e la posizione in cui ci si trova non è casuale. Chi si prepara e sa cogliere le opportunità della trasformazione può ritrovarsi tra i vincitori; chi procede per inerzia, subendo passivamente il cambiamento, rischia di finire tra i vinti. Per questo la resilienza non è un atteggiamento passivo: significa prendere posizione e prepararsi.

Prepararsi richiede una strategia, ponte tra il presente e il futuro: senza un obiettivo di futuro non c'è strategia. Ed è qui che entra in gioco lo strategic foresight, o previsione strategica: un insieme di tecniche di anticipazione di scenari futuri, orientato a migliorare la capacità di visione e di formulazione delle politiche in prospettiva evolutiva.

Durante il percorso i partner hanno ricevuto un'introduzione allo Strategic Foresight e costruito un linguaggio comune sulla materia, una vera "future literacy" condivisa tra Paesi e contesti diversi. Il lavoro è partito dalla lettura del contesto: dalla tassonomia dei megatrend alla distinzione tra mode passeggere, trend, segnali deboli, game changer e wild card, fino all'horizon scanning come pratica di osservazione costante, strutturata e condivisa. I partner hanno inoltre iniziato a sperimentare strumenti operativi come la future wheel, che potrà essere applicata all'interno dei progetti per rafforzarne la dimensione strategica, e hanno conosciuto la logica outside-in: mettere alla prova le proprie strategie, e le assunzioni su cui si basano, di fronte alla forza dei cambiamenti esterni.


La formazione non si è svolta solo in sala. I partner hanno partecipato a quattro momenti di visita sul territorio: l'Albergo diffuso Borgo Piovere, la Latteria Turnaria di Tignale e, a seguire, il Centro Visitatori del Parco Alto Garda Bresciano insieme all'Alpe del Garda a Tremosine. Esperienze concrete di come una comunità rurale può fare impresa, custodire il proprio patrimonio e accogliere i visitatori.



Cosa portiamo a casa? Tre giorni intensi, che hanno dato ai partner un vocabolario e un metodo comuni. I risultati confluiranno nelle prossime attività di LENS e RURABLE, in particolare in applicazioni pilota degli strumenti studiati sui rispettivi territori, con l'obiettivo di dotare GAL e comunità locali di strumenti per leggere i cambiamenti e trasformarli in opportunità.


Un grazie sentito a Valentina Boschetto Doorly, ai GAL partner e a tutte le realtà che ci hanno aperto le porte.



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